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Nota Unitaria Unificazione Enti Previdenziali

Venerdì 06 Gennaio 2012 12:02
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L’unificazione degli enti previdenziali non può significare:

 Tagli al personale

Tagli ai servizi

Privatizzazione del welfare

 

Vogliamo che si avvii subito il confronto sul “nuovo” INPS

 

Il Parlamento ha convertito in legge il cosiddetto D.L. “salva Italia” che contiene, accanto a tutta una serie di interventi (contro cui si sono espressi CGIL, CISL e UIL), anche la decisione, all’art. 21, di procedere allo scioglimento dell’INPDAP e dell’ENPALS e la confluenza di questi importanti enti previdenziali nell’INPS.

Come sindacati di categoria abbiamo immediatamente espresso il nostro giudizio negativo sulle modalità scelte nel decreto, pur avendo più volte in passato espressa la disponibilità all’avvio di un confronto finalizzato a una razionalizzazione del sistema anche attraverso reali sinergie finalizzate a pervenire all’ottimale erogazione dei servizi gestiti dagli enti previdenziali.

La tempistica prevista, l’assenza di indirizzi politici che ispirino una operazione che non potrà essere semplice sommatoria di risorse, la mancata indicazione (anche solo di massima) dei settori e delle funzioni che dovrebbero produrre i risparmi frettolosamente ipotizzati, l’eccessiva concentrazione di poteri e responsabilità e, fatto mai visto finora, la dichiarazione per legge di eccedenza di 800 persone circa, rendono per CGIL CISL UIL non accettabile nel suo complesso la previsione dell’art. 21.

Ricordato che gli enti in questione gestiscono risorse dei lavoratori prevalentemente destinate a tutelare il loro futuro, riteniamo indispensabile procedere, quindi, a interventi tesi ad una correzione dei contenuti, attraverso l’immediata apertura del confronto con le parti sociali e il Sindacato.

 

In tale quadro il processo di unificazione degli Enti e il miglioramento dei servizi dovranno necessariamente essere supportati da una reale contrattazione che dovrà accompagnare tutte le fasi della riorganizzazione.

 

E’ indispensabile un confronto con le OO.SS. che garantisca la salvaguardia dell’occupazione, in particolare dei lavoratori soprannumerari che, in contrasto con precedenti normative e prassi, la nuova norma non trasferisce nel nuovo organico: sono circa 800 lavoratori inseriti nei processi produttivi degli Enti che contribuiscono allo svolgimento delle funzioni istituzionali.

E’, pertanto, impensabile l’applicazione di tagli alla pianta organica o alle risorse destinate ai lavoratori.

Una riforma di così ampia portata richiede, al contrario, investimenti sugli organici e risorse da destinare alla contrattazione integrativa.

 

E’ necessario giungere quanto prima ad una contrattazione integrativa unificante per retribuzione e classificazione del personale. Sarà indispensabile avviare da subito un confronto che stabilisca in fase di contrattazione, percorsi di formazione e di riqualificazione del personale tutto, finalizzati anche al miglioramento e alla diffusione nel territorio dei servizi.

 

La norma non prevede un piano industriale, ma definisce solo i risparmi (170 milioni in tre anni) che dovranno derivare dalla riorganizzazione del nuovo INPS, affidando al solo Presidente la decisione sulle modalità e sulle scelte operative conseguenti.

 

Obiettivi così importanti non saranno raggiungibili senza un confronto ed una partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati per la definizione del riassetto riorganizzativo. L’affidamento ad un solo Ente della gestione della quasi totalità del sistema previdenziale e assistenziale del Paese non può avvenire senza un progetto sulle funzioni, sugli organici, sulla presenza nel territorio, sulla razionalizzazione delle spese.

Non è più tempo di tagli ragionieristici che non derivino da progetti seri e condivisi e che non affrontino i veri sprechi. E’ necessario mettere al centro del processo riorganizzativo il mantenimento e il miglioramento dei servizi anche reinternalizzando tutte quelle funzioni oggi delegate all’esterno. Non sarà, pertanto, accettabile la perdita o la cessione di nessuno degli attuali servizi di welfare gestiti dai tre enti.

 

Non essendo tollerabile l’unilatelarità delle decisioni, chiediamo fin da subito la convocazione di un tavolo di confronto che coinvolga tutte le parti sociali e, garantendo il rispetto dei ruoli, ridefinisca obiettivi e prospettive credibili di qualificazione e crescita professionale per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

 

 

 

FP CGIL                              CISL FP                          UILPA

Rossana Dettori                       Giovanni Faverin                     Benedetto Attili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma 3 Gennaio 2011

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