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Mercoledì 27 Febbraio 2013 23:15 Sanità - Sanità Privata
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logo2Comunicato Stampa : chiusa la procedura di licenziamento collettivo presso la Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza di Bisceglie,  presso il Ministero del Lavoro.

 

Lì, 25.02.2013

Agli Organi di Stampa ed Informazione

 

 

Il 22 febbraio u.s. presso il Ministero del Lavoro a Roma, e’ stato sottoscritto l’accordo sindacale, tra le OO. SS. di categoria nazionali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS e altre OO. SS. ( FSI, UGL, USPPI) e la Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza Opera Don Uva di Bisceglie, Foggia e Potenza. Con la sottoscrizione dell’accordo, si è conclusa a distanza di circa un anno, la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla C.D.P. il 3.10.2012 con dichiarazione di esubero per circa 587 lavoratori – dipendenti delle strutture socio sanitarie di Bisceglie (n.362 lavoratori), Foggia(n. 153 lavoratori) e Potenza(n.72 lavoratori). Dal confronto e dati forniti e dichiarati dall’Ente presso il Ministero del Lavoro, gli esuberi sono risultati 575 – di cui n. 368 della struttura di Bisceglie, n. 150 della struttura di Foggia e n. 57 della struttura di Potenza. L’Accordo sindacale, molto sofferto ma necessario per ridurre l’impatto sociale sull’occupazione prevede: - La messa in mobilità lunga della durata di 66 mesi da attivare entro 120 gg. dalla sottoscrizione per circa 336 lavoratori: di cui n.245 per la sede di Bisceglie, n.81 per la sede di Foggia e n. 10 per la sede di Potenza. Ai lavoratori in mobilità, individuati sulla base di criteri di scelta pre-stabiliti nell’accordo sindacale ed alternativi rispetto a quelli di Legge 223/91, sarà integrata dall’Ente la somma di € 200,00 mensili a titolo di incentivo all’esodo e sarà anticipata dall’Azienda l’indennità di mobilità prevista, in attesa della materiale erogazione da parte dell’INPS per i primi tre mesi al 100% e per ulteriori tre mesi al 50%. - Il TFR dei lavoratori individuati mediante i criteri di scelta concordati, sarà incluso nel piano concordatario da presentare al Tribunale di Trani per l’approvazione del progetto di concordato preventivo, con intervento del fondo di garanzia INPS. - Per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per limitare l’impatto sociale della procedura di licenziamento collettivo attivata dall’Azienda, risultando ulteriori n. 239 esuberi ( n. 123 a Bisceglie, n.69 a Foggia, n. 47 a Potenza) si è concordato a livello Ministeriale, a seguito di verifiche tecniche che l’Azienda ha sottoposto al Ministero del Lavoro, di attivare il CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ su una platea di 1412 unità lavorative su un organico complessivo di 1850 dipendenti, escludendo oltre ad alcune figure apicali anche Infermieri delle strutture di Bisceglie e Foggia al fine di garantire la continuità assistenziale in quanto figure professionali carenti. Il contratto di solidarietà, della durata di 24 mesi a decorrere dal 1.7.2013, prevede la riduzione oraria individuale nel limite massimo del 20% dell’orario settimanale per i lavoratori di Bisceglie, del 18% per i lavoratori di Foggia e del 7% per i lavoratori di Potenza. In tal caso il 50% della riduzione retributiva sarà restituita, come previsto dalla norma di riferimento L. 236/93, al lavoratore dall’INPS. Tutto cio’ anche in attesa dell’esito dell’Interpello ri-proposto dall’ARIS al Ministero del Lavoro sulla possibilità di fruire delle norme pensionistiche pre-riforma Fornero , il contratto di solidarietà sarà revocato o rimodulato secondo l’esito dell’interpello. - Per la sede di Potenza, ci si è impegnati ad incontrarsi in sede locale per verificare le positive ricadute occupazionali e sul contratto di solidarietà, dell’eventuale fitto di ramo d’Azienda in corso di approfondimento con la Regione Basilicata. Le parti, al termine dell’incontro, si sono impegnate ad incontrarsi in sede locale, al fine di verificare una complessiva riorganizzazione dei servizi, conseguente alla riduzione del personale. L’accordo è stato sottoscritto dalle parti sindacali con estrema sofferenza al sol fine d ridurre l’impatto sociale che i licenziamenti avrebbero comportato ma resta l’amarezza e la preoccupazione della nostra organizzazione sindacale, alla pari di alcune altre, della ricaduta assistenziali nei confronti degli assistiti a garanzia del diritto alla salute ed a tal proposito continueremo a chiedere in tutte le sedi, a partire dalle competenti autorità regionali dell’assessorato alle politiche per la salute, all’ASL BT il rispetto e la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza.

 

Il segretario generale

Luigi Marzano

Allegati:
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