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Venerdì 30 Ottobre 2015 14:29 Sanità - Sanità Pubblica
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logo2IL PRESIDENTE EMILIANO E L’ASL BT

 

 

I cittadini pugliesi eleggendo Michele Emiliano a  Presidente della Regione Puglia, hanno lanciato un chiaro segnale di svolta che si spera, porti finalmente a vedere realizzati cambiamenti che rendano i servizi regionali, in grado di soddisfare l’utenza pugliese in termini di efficacia ed efficienza.

 

Il Presidente Emiliano come Presidente  di Regione, già pieno di impegni istituzionali, tra cui l’incarico di segretario regionale del PD oltre che di Assessore Regionale alla Sanità, dovrebbe dare un’accelerata nelle azioni che concretizzino e verifichino  nuovi modelli organizzativi che portino ad un cambiamento strutturale ed ideologico di cui la nostra regione necessita.

Invece si avverte la sensazione che nella sanità pugliese e soprattutto nella nostra ASL BT,  tutto sia fermo, che  manchi  una cornice, nella quale tutte le decisioni importanti vengano incanalate sotto una regia regionale.

Solo attraverso cambiamenti organizzativi  incastrati in una logica di politica regionale si può arrivare a risolvere problematiche ormai da tempo non risolte, i provvedimenti tampone lasciano ormai il tempo che trovano.

Proviamo ad elencarne qualcuno  considerando che il sindacato, non è solo un’associazione di difesa dei diritti del lavoro ma è anche un importante interlocutore per la Direzione di una’ azienda, nel trasmettere il pensiero e suggerimenti, dei tanti lavoratori che  vivendo in prima linea sul posto di  lavoro  possono attraverso il sindacato, proporre soluzioni concrete ai tanti problemi riguardanti l’organizzazione del lavoro in azienda.

Un grosso problema non risolto è quello della distribuzione del personale, nell’ASL BT si sono chiusi due ospedali, Minervino e Spinazzola, si sono depotenziati altri due, Canosa e Trani ma come mai continuano a mancare infermieri nelle corsie dei due grossi ospedali di Andria e Barletta?

Alcuni reparti ospedalieri sono con un numero di infermieri ben al di sotto degli standards minimi di assistenza con grossi disagi del personale in servizio a poter fornire i livelli minimi di assistenza in piena sicurezza per il personale e per gli stessi pazienti.

 Per non parlare di tutte le difficoltà per un paziente acuto di poter trovare un posto letto per ricoverarsi e che spesso per mancanza di posti  in oncologia,medicina o chirurgia si finisce allettati in oculistica.

 

Altro problema accantonato e non risolto riguarda le prenotazioni di esami e visite specialistiche, perchè non si ritorna a discutere sulla possibilità che siano i medici di famiglia a provvedere  direttamente alle prenotazioni essendo già dotati di strumentazione informatica, così facendo si ridurrebbero notevolmente i disagi agli utenti anziani, che invece, con il sistema attuale sono costretti  a lunghe file presso i cup oppure a pagare costi aggiuntivi per prenotazioni di esami effettuati presso le farmacie.

 

 

Liste di attesa:

Perché non si calcola con precisione quanto ci costano tutte le prestazioni che il cittadino effettua presso strutture, laboratori, studi radiologici privati e che incidono notevolmente sul badget di una ASL mentre si potrebbe incentivare il personale ospedaliero ad effettuare turni aggiuntivi pomeridiani o serali, al fine di aumentare il numero di esami eseguibili, abbattendo le liste di attesa.

Tali ore aggiuntive del personale ospedaliero sarebbero finanziate dai soldi risparmiati dalla diminuzione delle prestazioni pagate a strutture private.

 

Se una azienda riduce i costi di gestione non in termini di tagli al personale (ormai ridotto ai minimi termini) ma  incidendo su nuovi modelli organizzativi, sicuramente si  libererebbero nuove risorse economiche  da destinare ad un miglioramento e potenziamento dell’offerta di prestazioni sanitarie agli utenti di questa ASL.

 

 

 

Il Segretario Aziendale FP CGIL ASL BT

                                                                                          Michele Gorgoglione

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