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Giovedì 03 Marzo 2016 14:39 Sanità - Sanità Pubblica
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logo2Segreterie Territoriali: rappresentanze aziendali Sanitaservice ASL Barletta-Andria-Trani

 

 

Dopo venti anni di esternalizzazioni e di affidamenti ad aziende private di servizi strumentali (ausiliariato, lavanolo, manutenzione, portierato ed altro) che avevano rappresentato, in Puglia, una lievitazione del tutto fuori controllo dei costi della spesa sanitaria regionale nel settore, finalmente nel 2008 la Regione Puglia avviava un processo virtuoso di autoproduzione dei servizi strumentali delle ASL mediante società in house providing.

Ciò determinava la nascita delle Sanitaservice, a partire da Foggia, in tutte le ASL pugliesi con il dichiarato obiettivo di “reinternalizzare” tutti quei servizi prima affidati all’esterno.

Con siffatta coraggiosa operazione, si avviava, di fatto, un netto miglioramento della qualità dei servizi, tanto per le ASL quanto, soprattutto, per l’utenza, con una razionalizzazione e una riduzione importante dei costi, insieme ad un altrettanto netto miglioramento delle condizioni economico-contrattuali dei lavoratori (prima, precari al servizio di datori di lavoro ostaggio dei politici di turno).

Una esperienza che ha ridato diritti e dignità a migliaia di lavoratori, da difendere con ogni mezzo, e che contemporaneamente ha spazzato via interessi politico-affaristici, spesso poco trasparenti.

A dicembre 2015, inopinatamente, il Consiglio di Stato con due sentenze, riferite alle ASL di Brindisi e Taranto, ha affermato, sostanzialmente, che le funzioni istituzionali delle ASL non possono essere autoprodotte dalle aziende sanitarie, ma devono essere svolte da aziende esterne a seguito di gara pubblica.

Ciò, nonostante sia l’Unione Europea che il Parlamento Italiano, e la stessa Magistratura, si siano più volte espressi con netta chiarezza sulla materia, ribadendo, invece, il principio che l’affidamento in house nel rispetto dello schema comunitario è sempre legittimo.

Da ultimo, il Consiglio dei Ministri, il 21 gennaio 2016, sulla scorta della Legge delega n. 124/2015 (cosiddetta Riforma Madia), uniformandosi ai principi dell’art. 12 della Direttiva Europea n. 24/2014, ha approvato il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”, confermando, all’art. 4, che “le amministrazioni pubbliche possono costituire società e acquisire o mantenere direttamente o indirettamente, partecipazioni esclusivamente per lo svolgimento delle attività sotto indicate: a)… b)… c)… d) autoproduzione di … servizi strumentali”. In pratica, ha affermato che le pubbliche amministrazioni sono legittimate ad autoprodurre servizi strumentali, servizi cioè a supporto delle proprie funzioni istituzionali: esattamente quello che fanno le Sanitaservice.

Le due sentenze del Consiglio di Stato hanno, però, creato sconcerto ed apprensione nei lavoratori delle Sanitaservice pugliesi e di tutte le società in house operanti in Italia.

Come Organizzazioni sindacali ribadiamo che il processo avviato con le Sanitaservice è da ritenersi ormai irreversibile. Come tale, non possiamo che ribadire che continueremo a vigilare e mettere in atto tutte le azioni necessarie, a tutti i livelli, a tutela dei lavoratori e dei servizi affidati alle Sanitaservice.

Non possiamo consentire che si torni a sperperare denaro pubblico con appalti gonfiati e servizi di scarsa qualità. Anzi, il percorso deve continuare e riguardare tutte le procedure di approvvigionamento di beni e servizi, rafforzando le società in house, e portando a compimento in ogni ASL il processo di “internalizzazione”, a partire dal servizio del 118.

In questo modo, peraltro, siamo certi che si libereranno risorse pubbliche da troppo tempo imprigionate in scelte di gestione improduttive e dispendiose, smascherando acquisti senza controllo ed esternalizzazioni assai poco convenienti. Per fare questo, non mancheremo di coinvolgere e mettere alla prova politica e management, senza trascurare di coinvolgere e responsabilizzare lavoratrici e lavoratori, e raccontando ai cittadini come le scelte effettuate hanno avuto finora, senza ombra di dubbio, ricadute positive sulle intere comunità, in termini di costi e di qualità dei servizi.

La Regione Puglia ha il dovere, e l’obbligo, verso le istituzioni, i cittadini, i lavoratori, di porre in essere tutte le iniziative e i provvedimenti necessari per mettere “al riparo”, una volta per tutte, l’esperienza delle Sanitaservice, contro le continue incursioni  della lobby delle esternalizzazioni.

 

Il Sindacato farà la sua parte, in tutte le sedi, a difesa dei lavoratori e della qualità dei servizi pubblici ai cittadini.

 

Andria, 29 Febbraio 2016.

 

FP CGIL                                CISL FP                                               UIL FPL

 

Luigi Marzano                       Giovanni Dalessandro                        Carlo Quacquarelli

 

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