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Lunedì 03 Settembre 2012 13:15 Vigili del Fuoco - VIGILI DEL FUOCO
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Il Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012, relativo alla norma sulle disposizioni urgenti
per la revisione della spesa pubblica, rappresenta l’ennesimo intervento economico che,
oltre ad incidere pesantemente su di un bilancio già da tempo deficitario, ancora una
volta, penalizza la carente struttura organica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,


arrestando in modo definitivo il regolare svolgimento del servizio pubblico di soccorso,
reso quotidianamente alla popolazione.

 


Il provvedimento in discussione produrrà effetti disastrosi che perseguono, senza alcuna
soluzione di continuità, la politica di destrutturazione e smantellamento dello stato
sociale attuata dai precedenti Governi succedutisi alla guida del Paese, attraverso il
palese tentativo di introdurre deleterie forme sostitutive del lavoro pubblico.
Purtroppo, qualora siffatta strategia dovesse trovare compimento, si arrecherebbero
gravissime conseguenze alla qualità del servizio offerto e alle condizioni, sia
economiche che professionali, delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo Nazionale.
E’ del tutto evidente che l’obiettivo dell’attuale Esecutivo Tecnico è di portare a termine
l’opera intrapresa, negli scorsi anni, dai Ministri Tremonti e Brunetta con il D.lgs.112
del 25 giugno 2008 , convertito con modifiche nella L. 133 del 6 agosto 2008, i quali
sferrarono un feroce attacco nei confronti dei dipendenti pubblici ritenuti, peraltro,
responsabili dell’inefficienza delle pubbliche amministrazioni, con l’unico obiettivo di
scaricare sui lavoratori le colpe dell’intera classe politica.
Infatti, con la prevista diminuzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche
delle pubbliche amministrazioni, vengono formalizzati i tagli definiti nel 2008, dal
Decreto Tremonti, attraverso l’ulteriore riduzione delle previsioni di assunzione per il
recupero del turn-over, già anticipata nelle precedenti finanziarie, che ha determinato un
calo effettivo di circa 600.000 dipendenti pubblici negli ultimi anni e oggi, stando alle
cifre fornite ufficialmente dal Governo, un esubero stimato di 24.000 persone, delle
quali 8.000 con possibilità di essere collocate a riposo.
Tale situazione, inoltre, come ormai annunciato, innescherà il fenomeno della mobilità
volontaria o compensativa con possibili e dolorose ripercussioni sui trattamenti
economici dovute ad eventuali passaggi ad altre amministrazioni.
Nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco abbiamo vissuto un’esperienza analoga con
l'entrata in vigore del DL 217/05 che, moltiplicando gli effetti fortemente negativi di una
riforma rovinosa e finanziata con i soldi dei lavoratori, ha penalizzato una parte del
personale inserito nelle qualifiche iniziali dei ruoli superiori, a seguito delle operazioni di
primo inquadramento, con un trattamento economico inferiore a quello in godimento in
precedenza e coperto da un "assegno ad personam", riassorbito dall’ultimo rinnovo
contrattuale.
Tutto ciò premesso, entrando nel merito dell’articolato predisposto dal Coniglio dei
Ministri, pur avendo apprezzato l'esclusione del CNVVF dalle riduzioni delle dotazioni
organiche, di cui al comma 7, art. 2, è prevista una drastica limitazione alle assunzioni,
così come viene esplicitamente stabilita dal comma 2 dell'art. 14.
Un atteggiamento palesemente contraddittorio, stigmatizzato con risolutezza dalla FP
CGIL, che da un lato sembra mostrare una particolare attenzione politica per le
problematiche che affliggono da tempo i Vigili del Fuoco e per le esigenze impellenti del
Paese, mentre dall’altro si oppone al corretto recupero del turn-over, autorizzando le
assunzioni a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale
corrispondente ad una spesa, per il triennio 2012-14, pari al 20% di quella relativa al
personale collocato a riposo nell’anno precedente e al 50% nell’anno 2015.
Con questo provvedimento si rischia di mettere a serio rischio il servizio e di avere
ricadute disastrose sulla sicurezza degli operatori e sulle speranze di stabilizzazione di
circa 3.000 discontinui/precari Vigili del fuoco.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha una dotazione di 30.000 unità operative, ma
per fornire un servizio efficiente ed efficace di soccorso dovrebbe avere un organico di
45.000 unità.
Nel rispetto degli standard europei, calcolando 1 vigile del fuoco ogni 1.500 abitanti, la
situazione attuale è ancora più difficile, in quanto si deve registrare un’ulteriore carenza
di oltre 2.000 unità per il mancato recupero del turn – over, determinato dai tagli alle
finanziarie operati negli ultimi 10 anni.
Dunque, a maggior ragione, si ritiene intollerabile che questa manovra finanziaria
produca, alla fine del prossimo quadriennio triennio, un ulteriore diminuzione degli
attuali organici di circa 2.000 unità.
Alleghiamo, di seguito, gli articoli del Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 che
interessano direttamente i Vigili del Fuoco e che, come volevasi dimostrare, introducono
modifiche emendative all’articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, ( cosiddetto Decreto Tremonti-Brunetta) convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133.
Per quanto sopra, il Coordinamento Nazionale FP CGIL VVF parteciperà allo sciopero
generale dei servizi pubblici, indetto il 28 settembre p.v., per contrastare l’iniquità delle
misure adottate dal Governo sulla revisione della spesa e dei servizi pubblici.

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