STATO DI AGITAZIONE DELLE AGENZIE FISCALI

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13/22 gennaio assemblee- 23 gennaio fisco day- 6 febbraio presidio sotto il MEF a Roma

 

Siamo punto e a capo.
Dopo il grido di allarme lanciato lo scorso anno dai lavoratori dell’Agenzia delle
Entrate con lo sciopero partecipatissimo dell’aprile del 2019, siamo di nuovo
all’impasse.
Il governo si era ripromesso, con l’ultima manovra, una stretta agli evasori, con il
recupero di oltre tre miliardi, a fronte di una stima dell’Agenzia delle Entrate che
riporta una evasione gigantesca di 119 miliardi. Un buco attribuibile a chi si ostina a
non investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Una tanto proclamata lotta
all’evasione che avrebbe dovuto ovviamente prevedere un rafforzamento strategico
dell’Agenzia in tutte le sue espressioni, invece ci ritroviamo peggio di prima.
A dicembre sono scaduti i direttori delle Agenzie e non rinnovati. Polito dirige
vicariamente le Entrate ma il due febbraio sarà già in pensione.
La paralisi annunciata è inevitabile, visto il continuo depauperamento del numero dei
lavoratori che entro il 2021 supererà quota 4mila, a fronte di funzioni e carichi di
lavoro sempre più complessi, loro attribuiti. Senza dimenticare che, raggiunti e
superati gli obiettivi richiesti, i lavoratori attendono il salario di produttività di due
anni addietro.
Non basta: il tetto al salario accessorio previsto dalle norme impedisce di pagare
dignitosamente quei lavoratori, con un taglio annuale milionario.
Da ultimo ma non per ultimo, la carenza di figure dirigenziali e di figure di
coordinamento intermedie completa il caos: sono istituite per legge figure
professionali che la Consulta potrebbe bocciare il 25 febbraio. E ancora le risorse per
remunerare gli incarichi di responsabilità risultano insufficienti.
Per questi e molti altri motivi, quale quello dei mancati impegni e promesse di
soluzioni da riportare nella legge di bilancio e concretizzatosi nel mancato incontro
con il viceministro Misiani del 10 dicembre scorso, le scriventi responsabilmente
hanno dichiarato lo stato di agitazione e organizzato un piano di visibilità affinché
tutti prendano atto che una Agenzia strategica come quella delle Entrate è stata
inopinatamente messa nell’impossibilità di operare.
In qualità di Segreterie regionali chiediamo la massima visibilità ai territori sulla
battaglia condotta attraverso:

– sistematiche e quotidiane assemblee o presidi di non più di un’ora fino al 22
gennaio;
– bandiere e volantinaggi fuori e all’interno degli uffici;
– comunicati su tutte le scrivanie e informazioni all’utenza;
– munirsi di megafono e slogan da urlare al di fuori degli edifici;
– coinvolgimento della stampa.
Il 23, giornata del fisco day, dalle h 10.00 alle 12.30 terremo assemblee trasversali
su tutti i posti di lavoro delle Agenzie, anche qui possibilmente nei piazzali antistanti
gli uffici, perché i passanti siano consapevoli della lotta dei lavoratori.
Stessa lotta e stato di agitazione coinvolge, nelle stesse modalità che dovranno
essere adottate, l’Agenzia di Dogane e Monopoli, il cui personale viaggia su una
carenza attuale di più di tremila unita’ e che a fine mese, senza indicazione alcuna e le
risorse necessarie, la brexit porterà un notevole aumento dei traffici merci sull’Italia e
carichi di lavoro non previsti. Agenzia ancora in fase di difficoltosa riorganizzazione e
a cui è stato finanche ventilato il taglio di risorse dal fondo. Agenzia rimasta anch’essa
priva di vertici.
La protesta vedrà il suo culmine il 6 febbraio, con un grande presidio a Roma sotto il
MEF.
Una lotta che tanto più sarà efficace per tutti noi, quanto più sarà partecipata.
Per la dignità dei lavoratori, per responsabilità, per il Paese, resta un dovere di tutti
partecipare uniti e numerosi.