Lettera ai comuni della provincia BAT sul coronavirus

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Egregio Presidente/Sindaco,

l’emergenza sanitaria che sta colpendo il nostro Paese, dovuta al Coronavirus e le misure precauzionali da prendere all’interno degli uffici deve essere scandita da momenti di confronto e grande preoccupazione, vista la velocità con la quale si sta propagando il contagio. Si ritiene che in questi momenti delicati bisogna mantenere i nervi saldi, evitare allarmismi ma allo stesso tempo essere consapevoli che le misure che vanno prese debbano essere determinanti nell’andamento della progressione del contagio nelle prossime settimane che, come sottolineato dagli esperti, va il più possibile rallentato data la scarsità di posti letto e personale sanitario. Difronte a questo allarme, spiace registrare serie criticità per tutela della salute dei propri lavoratori oltre che dei fruitori dei servizi pubblici. Nello specifico, specie in quegli uffici dove quotidianamente si recano cittadini ed utenti, quali servizi sociali, anagrafe e stato civile, tributi, ufficio tecnico e SUAP, dov’è necessaria, in applicazione dei Decreti D.P.C.M. in sequenza emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché, circolari emanate da Ministri competenti, in primis dal Ministro della Pubblica Amministrazione, non sono stati forniti i dipendenti, di ausili di protezione, disinfettanti e non si è proceduto ad una accurata sanificazione di tutti gli uffici pubblici. Di contro, molte Amministrazioni hanno adottato una disciplina dell’accesso del pubblico in detti uffici che non ha nulla di rigoroso, in quanto l’appuntamento dell’utenza come misura precauzionale non è una condizione, a nostro parere, sufficiente per tutelare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro del dipendente. Altresì, come noto, la Circolare 1/2020 avente ad oggetto: Misure incentivanti per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, considera superato il regime sperimentale del lavoro a distanza con la conseguenza che tale misura innovativa opera già a regime. Inoltre, relativamente al “lavoro agile”, la suddetta disposizione ministeriale prevede che le amministrazioni pubbliche possano ricorrere a modalità flessibili di lavoro anche nei casi in cui il dipendente si renda disponibile ad utilizzare propri dispositivi. Con la Direttiva n. 1/2020 “Prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nelle pubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 6 del 2020” il Dipartimento della Funzione Pubblica invitava le amministrazioni pubbliche a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso. Infine l’art. 1 lettera n) del DPCM 4 marzo 2020 dispone che la modalità di lavoro agile può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza, anche in assenza degli accordi individuali. Per quanto ciò premesso, questa Organizzazione Sindacale in considerazione dell’evoluzione dell’attuale situazione di emergenza sanitaria e tenuto conto delle richiamate disposizioni, al fine di adottare idonee misure di contrasto all’emergenza epidemiologica in atto, nel contemperare i vari interessi determinati dall’esigenza nell’erogare i servizi e la tutela della salute dei dipendenti

 

 

INVITA

 

Codesta Amministrazione, a mettere in atto con estrema urgenza, quanto previsto dai Decreti e quanto questa Organizzazione ha in premessa evidenziato con particolare riferimento al lavoro agile. Nel contempo vogliate provvedere con urgenza all’aggiornamento del Documento di Valutazione Rischi (D.V.R.) previsto dal Decreto Legislativo n. 81/2008 e ss.mm.ii.

 

Il Coordinatore FF.LL.

Roberto Cannone